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Al mio Maestro.
Di webmaster (del 14/08/2009 @ 13:15:26, in ITALIANO, linkato 1480 volte)

Mi presento; il mio nome è Enrico, ho sedici anni e vivo ad Erice, per chi non lo sa è un piccolo borgo medioevale siciliano situato sulla cima di un monte.
Ascolto la musica di Angelo Branduardi da molto tempo, e grazie a lui ho composto, anzi sto ancora finendo di comporre una raccolta di poesie che ho iniziato tre anni fa, con una poesia proprio dedicata al mio Maestro, si è così che definisco Angelo Branduardi, il mio Maestro.
Questa poesia è stata scritta all'inizio della mia "vita" da poeta, infatti strutturalmente è un pò scarna.
L'ispirazione mi è venuta ascoltando il capolavoro "Confessioni di un Malandrino" anzi le faccio i miei complimenti, è una se non la più bella canzone che ho mai ascoltato, la vita del protagonista è cantata usando una ritmica molto cadenzata e una retorica molto forbita, aggiungo anche che la vera musicalità della canzone è data dal testo di quest'ultima che dalla musica, e anche su questa faccio i miei complimenti al compositore, che da solo, accompagnato da una chitarra, da luce nella mente di chi ascolta quel percorso di vita che è citato nella canzone.
Noto con piecere che i luoghi della canzone sono solo campagne campi e uno stagno, tutti incontaminati dal consumismo e dalla stressante vita urbana, e poi l'immagine più suggestiva, romantica e significativa è la buona notte sotto la luce della Luna, che ispira, a mio parere, un punto d'arrivo, la fine di un viaggio, di un faticoso viaggio, concretizzato dal periodo: "...La notte così tersa, qui forse anche morire non fa male, che importa se il mio spirito è perverso e dal mio dorso penzola un fanale..." ciò mi fa pensare che un uomo, spossato dalla vita,desideri solo ricevere il meritato riposo, dimenticandosi anche che vi sono cose da affrontare: "...penzola un fanale...".
Spero che nel mio commento il compositore trovi una critica che risalti la magnificenza della canzone.

I miei più cordiali saluti ad uno dei migliori Maestri della musica e della canzone Italiana.

Troverà di seguito la poesia.

Al mio maestro

Al mio maestro,
che mi sorregge, in ogni mio passo,
al mio maestro che mi indica
la via, quando son confuso,
al mio maestro, che illumina con la
sua voce il mio Lume.

Al mio maestro, che nel buio,
della solitudine, e della malinconia
mi incoraggia, con versi poetici,
frutti del suo gran Lume.

Egli rallegra la mia giornata,
con i suoi canti, che son melodici,
e armoniosi.

Solo ascoltando i suoi versi,
comprendo la sua grandezza,
e mi accorgo, che io son solo
uno dei suoi tanti frutti, uno
dei suoi allievi, un minuscolo
petalo, di un grande fiore.

Egli è come il fiume, che ospita
I pesci, come l’albero che custodisce
I nidi, e nutre con la sua cultura
Le nostre menti.

Egli è come il Sole, che illumina
I nostri Lumi spenti, e li
Riscalda, con la sua voce.

L’unica luce nell’ombra,
l’unica nota acuta, tra
molte note basse.

Esprimo la sua grandezza
Dicendo: Ubi maior minor
Cessat, non possiam che salutarlo
Chinandoci alla sua grandezza.

Enrico Monteleone

Dedicata ad Angelo Branduardi.