|

Seguire i percorsi di un
menestrello presenta sempre un certo numero di vantaggi: si
ritrovano amici di vecchia data e talvolta se ne incontrano di
nuovi, si recupera il clima di adolescente leggerezza che
normalmente viene relegato in antri ben nascosti e si scoprono
luoghi imprevedibili di cui si ignorava l'esitenza.
Lequio Berria è uno di questi: un paesino di 500 abitanti che domina
le valli delle Langhe. Qualche casa, una chiesa, e improvvisi scorci
mozzafiato di colline verdeggianti.
E' un paese tranquillo, quasi fuori dal tempo, reso vivace dalla
presenza dei suoi abitanti: il simpatico sindaco, che aveva già
sentito parlare di noi perchè non gli sfugge "uno straniero", la
gentile signora che ci ha aperto la pinacoteca, il personale
dell'albergo che, malgrado l'invasione dei turisti, con calorosa
accoglienza ha reso confortevole e, oserei dire, indimenticabile, il
nostro soggiorno e la gente, molto più di 500 persone, giunta dai
borghi vicini, un po' intimidita ed esitante, poi commossa e
riconoscente.
Nata da un insediamento celtico, Lequio Berria divenne luogo di
sosta per i transiti romani verso il mare, un presidio militare
nell'epoca dei cavalieri e terra natale di tanti caduti durante gli
ultimi conflitti mondiali. E alle sue pietre, così cariche di
storia, si intreccia l'affascinante arte della lavorazione del legno
nella sua forma più misteriosa e suggestiva, l'arte di Giovanni
Francesco Pressenda, il liutaio.
Angelo Branduardi è stato invitato proprio per donare al pubblico il
suono emozionante di un antico e preziosissimo violino costruito da
Pressenda.
Per il paese è un evento importantissimo e tutti si danno
intensamente da fare. La piazza principale viene riempita di sedie
pazientemente numerate da giovani ragazze; piccoli chioschi sono
pronti per offrire panini e bevande; ovunque, ordine e cordialità.
Ci viene gentilmente aperta, per una visita, la Collezione dei
Dipinti a Pastello di Lequio Berria e scopriamo un vero tesoro: una
mostra (unica nel suo genere nel nostro paese) di opere realizzate
da artisti russi in una sorta di gemellaggio artistico con l'Italia,
infatti in Russia, a Jaroslavl, esiste una collezione di dipinti a
pastello realizzata da artisti italiani. Una collaborazione nata in
contemporanea a 4000 chilometri di distanza... grandioso! Anche se
noi B-ans siamo abituati ad annullare le distanze tra tanti paesi
;-)
Quando Angelo termina le prove con i suoi musicisti Lequio Berria
comincia lentamente a popolarsi. Ci intratteniamo con Davide
Ragazzoni, simpatico e sorridente come sempre, assaporiamo un po' di
vino (è un delitto non farlo da queste parti) e finalmente arriva il
momento del trovatore. Il pubblico è incantato, non credo si
aspettasse uno spettacolo del genere, tanto che quando arriva il
momento di cantare quasi non osa farsi sentire. Non canta molto,
però applaude, tantissimo, e si alza in piedi più di una volta. I
brani della Lauda, come spesso succede, creano un'atmosfera raccolta
e solenne, ma nel momento in cui nella piazza si diffonde il suono
dell'antico violino, così evocativo e struggente, siamo davvero
tutti muti ed emozionati. Anche Angelo è commosso pensando a quante
persone hanno suonato quello strumento prima di lui e quante ancora
lo suoneranno: il passaggio di tante vite... e se è vero che il
violino ruba l'anima di chi lo suona, in quel Pressenda ora c'è
anche un po' di Branduardi, in un reciproco arricchimento.
La
parte dei classici continua con "La donna della sera", una bella
sorpresa per chi, come me, non ascoltava quel brano dal vivo dai
tempi di "Domenica e lunedì", poi "Confessioni di un malandrino",
"Vanità di vanità", "La pulce d'acqua"... E infine: "C'è la luna
questa sera?" Chiede al microfono. No, non c'è. Allora la canta per
noi.
La serata termina molto tardi: salutiamo Angelo dopo cena, in piena
notte, quando soddisfatto sale in auto. E i B-ans? Beh, lo abbiamo
incontrato a pranzo e abbiamo chiacchierato un po': prima che noi
potessimo accennare ai Branduardi-ans, ne ha parlato lui, manda i
suoi saluti a tutti e si è detto ancora molto dispiaciuto per gli
amici francesi che lo hanno atteso inutilmen
te a Guingamp. Però
presto per loro arriverà la Lauda :-)
Un saluto affettuoso ad Adele, ai suoi amici, a Laura Z. ed in
particolare a Micci e a Michelangelo, straordinari compagni di vino
e d'avventura :-)
Un abbraccio per tutti voi!
Alessandra Mazzucco
|