il dito e la luna (1998)

 

 
“Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito”. Questa frase che appare sulla copertina de “Il dito e la luna”, che riprende un antico proverbio cinese, suona quasi come premonitrice per alcune felici intuizioni di Branduardi: per prima l’avere affidato i testi a un comico, un commediante, un cabarettista che apparentemente non ha niente a che vedere con la raffinatezza e la, oserei dire, compostezza della musica di Branduardi. E’ stata una felice intuizione perché Giorgio Faletti, il commediante, è la vera rivelazione del disco, testi sobri e soprattutto giocati sul gioco dei contrasti iniziata con  la sua precedente “Piccola canzone dei contrari”, ma parleremo più avanti dei testi, voglio solo aggiungere che il tempo ha dato ragione a Branduardi poiché attualmente Giorgio Faletti è ritenuto uno degli scrittori più interessanti in Italia. L’altra felice intuizione è la scelta della band, con ospiti di prestigio come Richard Galliano e lo stesso Brendan Wade alle Villean Pipes, e infatti la una tournee sarà tra le più felici di tutta la carriera branduardiana, non i concerti troppo fastosi e faraonici deli anni ‘70, non quelli minimalisti degli anni 80 e nemmeno quelli tecnologici affidati ai microchips che caratterizzeranno le ultime sue esibizioni. Insomma una felice combinazione di acustica ed elettronica.
C’è forse troppo Irlanda in questo disco, ma la musica e testi così particolari ben si amalgamano tra di loro, la varietà degli strumenti danno ampio respiro alle liriche restituendoci canzoni fresche e moderne. Il tempo darà ragione anche a questo lavoro, relativamente passato inosservato, forse  perché dissonante dal contesto musicale del momento, ma Angelo Branduardi ci ha abituati a tutto questo, la sua originalità spesso anticipa i tempi generando inevitabilmente delle incomprensioni con l’ascoltatore distratto o assuefatto da arrangiamenti omologati.
L’originalità dei testi, come dicevo sopra, è caratterizzata dal gioco dei contrasti, idealmente aggiungerei a questo album anche “Piccola canzone dei contrari” e “L’apprendista stregone” apparsi come inediti nel precedente album live “ Camminando camminando”, quindi : bianco-nero, guerra-pace, vero-falso, grasso-magro, pianto-risata , parola-silenzio e  così via. Come una fotografia in bianco e nero, le immagini raccontano al di là della loro apparenza, lasciando alla nostra percezione tutti i colori da associare, semmai ci sono. E’ la luna che il dito indica. Immagini emozionali, sospese tra reale e irreale: come in una commedia dove il sipario si apre ed è il Pathos che va di scena: se hai cuore per sentire, senti, se hai occhi per vedere, vedi, e allora succede che il tempo si dilata, certi ricordi diventano cicatrici, sempre lì a mostrarci che c’era una ferita che spesso torna a far male. E’ come il silenzio che a volte dice molto di più delle parole come per il mimo, e ancora:  il pupazzo di neve che, nella morte, trova la vita. Ecco ancora i gioco dei contrasti, un pupazzo freddo di neve ma caldo di amore, ed il lamento di un uomo di neve, non vitale come il ghiaccio si trasforma in acqua, simbolo di vita. La presenza – assenza  della vita quotidiana di  un spettro in un paradossale gioco di specchi e di riflessi, di essere e non essere, o non esistere per capire l’esistenza. Oppure vivere per capire di avere vissuto, ci si rende conto solo quando si deve cucire lo strappo di un addio. Ecco, nell’ultima canzone spariscono i contrasti, qui la musica di Branduardi sublima in toni nostalgici dando vigore alle liriche, non una foto in bianco e nero ma un progetto, un disegno dalle tinte vivide, come un disegno dei bambini, ma tinte molto delicate che vanno via … e come un sogno che svanisce e allora ci si accorge di non essere più bambini, ci si accorge di essere cresciuti, ti volti indietro, forse per la prima volta, e ti trovi a dire con  te stesso: “...Però, confesso che ho vissuto.”
 
Michelangelo

"When the finger points out the moon, the fool look at the finger". This sentence that appears on the cover of "Il dito e la luna", that takes back an ancient Chinese proverb, sounds almost as premonitory for some happy intuitions of Branduardi: first for having submitted  the lyrics to a comedian, an actor, who apparently have nothing to do  with the refinement and , I would dare to say, composure of the music of Branduardi. And it is an happy intuition because George Faletti, the actor, is the true revelation of the album, sober texts and, above all, played on the game of the contrasts initiated with his preceding "Piccola canzone dei contrari", but we will speak more ahead about the texts, I just want  to add that the time has agreed with Branduardi since currently Giorgio Faletti is held as one of the most interesting writers in Italy. The other happy intuition is the choice of the band, with guests of prestige as Richard Galliano and the same Brendan Wade to the Villeans Pipes, and in fact the respective tour will be among the happy to the whole branduardian career, not the pompous concerts of the seventies, not those minimalists of the years later and even those technological submitted to the microchipses that will characterize the last exhibitions of him. In short an happy combination of acoustics and electronics. 
Perhaps there is too much  Ireland in this work but the music and the so particular texts well amalgamate each other, the variety of the instruments gives ample breath to the lyrics giving back  fresh and modern songs. The time will also agree with this work, relatively passed unnoticed, perhaps dissonant from the musical context of the moment but we are used of Angelo Branduardi 's originality that often anticipates the times, producing inevitably some incomprehensions with distracted listener, or they are accustomed by confirmed arrangements.  
The originality of the texts, as I said above, is characterized by the game of the contrasts, ideally I would also add to this album "Piccola canzone dei contrari" and "L'apprendista stregone" appeared as inedit works in the precedent live album  " Camminando camminando", therefore: white-black, war-peace, true-false, fat-thin, weeping-laughter, word-silence and so on. Like a black and white photo, the images tells beyond their appearance, leaving all the colors to associate to our perception , if there are. It is the moon that the finger points out. Emotional images, suspended among real and unreal: as in a comedy where the curtain opens and is the Pathos that goes of scene: if you have heart to feel, you feel, if you have eyes to see, you see, and then happens that the time dilates itself, certain memories become scars, always there, to show us that there was a wound that often returns to bleed. It's like the silence that sometimes tells much more than the words as for the mime, and still:  the snowman that, in the death, finds the life. Here again the game of contrasts, a cold rag doll of snow but warm of love and the complaint of a man of snow, not vital as the ice, turns himself into water, symbol of life. The presence - absence of the daily life of a ghost in a paradoxical game of mirrors and reflexes, to be and not to be, or not to exist for understanding the existence. Or to live for understanding to have lived, we understand it  only when we have to sew the tear of a goodbye. Here, in the last song the contrasts disappear, here the music of Branduardi sublimes in nostalgic tones giving vigor to the lyric, not a black and white photo but a project, a drawing with vivid shades as a drawing for children, but  very delicate dyed that go away… and as a dream that fades away and then you realizes to not be children anymore, you realizes to be grown, you turn back, perhaps for the first time, finding yourself to say with yourself: "... Anyway, I confess to have lived." 
 
Michelangelo

IT
A "Il dito e la luna", è legato un avvenimento importantissimo, fondamentale, della mia vita, e cioè il primo concerto di Angelo visto dal vivo.
Assisi 11 settembre 1999, una data che rimarrà scolpita nella mia memoria, resta poi il manifesto/poster, attaccato alla porta della mia camera, a ricordarmelo.
E pensare che quando questo CD uscì, lo giudicai, frettolosamente ed erroneamente, troppo commerciale
anche a causa della pubblicità affidata al super baffo delle televendite (Roberto Da Crema)...ricordate???
Ma in seguito ad un ascolto più attento, e dopo aver ascoltato le canzoni eseguite da vivo, mi si è rivelato in tutta la sua bellezza, sicuramente uno dei migliori degli anni 90.
Ritengo che in questo lavoro sia riuscito a fondere insieme successo commerciale, musica celtica e piccoli assaggi di  new age.
Faletti, splendida rivelazione, è riuscito alla grande a scrivere testi raffinati, perfetti ed evocativi con quel gioco continuo dei contrasti , a dimostrazione del proprio talento poetico.
Quasi tutte le canzoni mi sembrano pervase di una freschezza nuova, a dimostrazione di come Angelo si diverta ancora a giocare con la musica, e a divertirsi componendo.
Fra tutti i musicisti (bravissimi), una citazione a parte la merita sicuramente Cristina Scrima con i suoi flauti rinascimentali/barocchi, e la sua bombarda, in questo disco ha mostrato tutta la sua abilità.
Particolare e molto raffinato anche il libretto interno, con quei disegni stilizzati, che lo ritraggono durante le varie fasi di un'esibizione.
Prima di chiudere mi piace ricordare un'aneddoto raccontato da Faletti in una recente intervista, e cioè di come si siano scambiate le parti durante la lavorazione di questo CD, ha ricordato Faletti di come fosse serio, spigoloso e motodico lui, e per contro di un Angelo comico, irriverente quasi fori di testa e dei suoi continui richiami per riportarlo all'ordine.
Vincenzo
 
 
ENG (TRANSLATION: L&H TRANSLATOR)
 
To "IL DITO E LA LUNA", an important event is tied up, fundamental, of my life, and that is the first concert of Angel seen live. 
Assisi September 11 th 1999, a date that he/she will be graven in my memory, the poster stays, then attached to the door of my room, to remember him/it to me. 
And to think that when this CD went out, I judged him/it, hastily and amiss, too much commercial 
also because of the publicity submitted to the super whisker of the publicity (Roberto Da Crema)... you remember??? 
But subsequently to a more careful listening, and after having listened to the songs performed from alive, you/he/she is revealed me in all of his/her beauty, surely one of the best of the years 90. 
I believe that in this job has succeeded in melting together commercial success, music Celtic and small tastes of new age. 
Faletti, splendid revelation, has succeeded to the great one to write refined, perfect and evocative texts with that continuous game of the contrasts, to demonstration of his/her own poetic talent. 
The songs almost all seem me pervaded of a new freshness, to demonstration of as Angel still has a good time playing with the music, and to amuse being composed. 
Among all the musicians (good), a quotation apart Cristina Scriva surely deserves her/it with its flutes renaissanceand its bombard, in this disk you/he/she has shown all of its ability. 
Particular and very refined also the inside book, with that stylized sketches, that withdraw him/it during the various phases of an exhibition. 
Before closing I like to remember an anecdote told by Faletti in a recent interview, and that is of as has exchanged the parts during the workmanship of this CD, you/he/she has remembered Faletti of as  it was serious and methodic him, and for against a comic Angel, disrespectful almost holes of head and his/her continuous calls to bring him/it to the order. 
Vincenzo

 

Ascoltai per la prima volta questo disco del 1998 in un periodo della vita per me molto difficile.Mio figlio era gravemente malato ma lottava con rabbia ed umorismo,stran duo...come Stan ed Ollie--"verso la comica finale".Al suo trentesimo compleanno,il 27 Novembre 1998,batté la mano sull'interno gomito e disse,Beh le abbiamo fatte,eh,le trenta?!
Non pensavamo nessuno di noi,lui compreso,che ci sarebbe arrivato a quei trenta. 
Così ogni canzone di quest'album ha qualcosa che mi parla e mi parlava in modo particolare,mentre lo ascoltavo,come tanta musica di Angelo,per tener la testa fuor d'acqua. 
Vi trascrivo qualcuno dei versi del buon Faletti che mi colpirono,non credo necessita commento....
 
...il gioco si porta via
rotolando la vita mia.
Ecco perchè si trattiene il fiato
finchè si resta giù
e per sempre vuol dire mai più.... 

 

...come i gatti di notte sotto stelle sbiadite
crede forse di aver sette vite
quando invece col dito indicare la luna
vuole dir non averne nessuna...
 

 

...con la luce che scende col sipario che cala
si consuma la corda e la tela...

 

 ...e ogni volta lo sciocco che di vite ne ha una
guarda il dito e non guarda la luna.
...Solo l'orchestra del silenzio
che non ha posto per partire
rimane....

  ...Non ci sarò
quando verrai
a cercarmi nel sole
che la tua vita non è la mia
io sarò già andato via....

  ...E penso a te che pensi a me
pensandomi al passato
tu che respiri e non lo sai
che sono nel tuo fiato....
...fino all'ultima canzone...io ,mio marito,ed un'amica siamo andati al concerto di Angelo al Teatro Tenda,nonostante le traversie della malattia di Stefano;alle ultime parole dell'ultimo canzone,Angelo fece come un'inchino,ed io mi sentii riempire di tutti gli adii di questo mondo...ma anche di uno strano senso di conforto--perché in effetti nostro figlio*era*vissuto--pienamente,facendo ciò che più gli piaceva,il suo lavoro di meccanico,i suoi lavori elettronicomusicali con casse rimbombanti e spot colorati,coccolando la sua macchina,correndo con lei,con sopra la sua ragazza,dall'Argentario a Venezia,da Perugia alla Sicilia,facendo impazzire i suoi ematologi rifiutandosi di star fermino e buono ad aspettare,arrivando a fare le trasfusioni sulla proibitissima moto....
 
C'è quest'aria
ancora insanguinata di parole
che ho parlato io
e i sogni che ho sognato e disegnato,
c'è la casa, il sole, l'albero,
l'uomo accanto all'albero
con lei.
La stessa che ho voluto
qui con me
e se c'è ancora luce grazie a Dio
sul silenzio mio
se troppo ho immaginato e camminato
ma con occhi da sorprendere
e un cuore per comprendere
se mai
tutto quel che ho avuto.
E se dovrò cucirmi addosso anch'io
lo strappo al velo di un addio
però
confesso che ho vissuto.

E alla fine...nel '99 ha fatto uno sconsigliatissmo trapianto di midollo ed é ancora con noi. 
Quasi tutti voi sapete questa storia,e che uno fra tanti dei motivi che amo la musica di Angelo e le parole di Luisa(e qui di Faletti),é perché mi hanno aiutato tanto in quel periodo. 
Altre frasi che mi sono piaciute....
... Questa volta la voce
è rimasta dov'era
in un posto nascosto
chiuso dentro di me....
Chi non ha sentito questo,quando non si vuole o non si può far sapere ciò che veramente si sente?

...il suono di un gesto
come un tuono sarà.
Che forza in questa parole!
...Questa volta la voce
è rimasta dov'era
che nessuno capisca che mi muovo per te
si è fermato per sempre
nel mio corpo di cera
che al tuo caldo respiro....
Faletti capace di un insolita erotica tenerezza....
...non capisco né come o perché
so soltanto che son muto di te.
Succede anche questo....

...Scende verso il basso tutto quello che sale
se restasse in alto non sarebbe uguale
questo mondo appeso
che così ho disteso dai tuoi piedi in giù.
Scendi su di me
se ti attiro io
dolce peso, dolce amor mio. ...
Ancora tenerezza...e mi piace il riferimento,dolce peso,dolce amor mio...chissà perché...;)
 
Poi un Faletti graffiante che azzecca il segno....


...cera sciolta sarà.

...Tutto quello che vedi
tutto quello che c'è
non ti serve un nemico
se un amico sono per te
già possiedo ogni cosa
ma ne voglio avere di più
già possiedo ogni cosa
però voglio quello che hai tu
...tutto quello che hai tu.

E ora,per me,questo disco dove sento la musica per una volta meno protagonista delle parole,mi lascia in mente questo verso quando penso a quei giorni a venire dopo la fine di questa tournée....
Passato il giorno della festa
ci resta il piccolo calvario
di spazi vuoti al calendario
domani il circo se ne va.

--Steph

Non solo Faletti ha fatto centro, ma anche tu Steph, la tua recensione è bellissima e toccante. 
Hai perfettamente ragione: mai come in questo disco, i testi prevaricano per intensità e  bellezza la musica di Angelo. Forse è per questo motivo che è difficile parlarne.
Al contrario il tour che ne seguì fu bellissimo, la grandezza di alcuni musicisti, tipo Cristina Scrima, Richard Galliano, Ellade Bandini, Mario Ascolese e naturalmente lo stesso Angelo, esaltarono, completarono e abbellirono notevolmente tutti i brani, come spesso succede nei live, riportando la musica protagonista, a pari dei testi.
 
Mauro

 

 

 

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