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Il canto della cicala
Di webmaster (del 15/11/2006 @ 14:18:12, in Songs, linkato 8263 volte)

Ciao, mi chiamo Giancarlo e ho da poco terminato il mio primo lavoro discografico (indipendente e autoprodotto) dal titolo "Il Canto della cicala"...da sempre amo la musica di Angelo, ho pensato di inviarvi il brano che da il titolo al cd...è un modo semplice per "stare vicino" all'artista che più amo.

N.B. il batterista che suona è niente popodimeno che il grande Davide Ragazzoni...grazie ancora Davide!  

intro al canto
Che cosa cantava la cicala? Qual era l’oggetto del suo canto?Proviamo a tornare con la mente a quando eravamo bambini, cerchiamo di ricordare i nostri sogni, i nostri desideri di allora...proviamo a cercare nella memoria almeno un evento della nostra vita che ci ha fatto “respirare a pieni polmoni”, un episodio in cui dentro di noi abbiamo provato un inaspettato senso di pace e di commozione...è passato tanto tempo vero?Cerchiamo di fissare per un attimo quel momento e facciamo silenzio...ecco, non sentite forse un canto?

Giancarlo Airaghi

Il canto della cicala
(testo e musica: Giancarlo Airaghi)

Nessuno mai scrisse che cosa cantava
La dolce cicala alla formica
E il vento portò antiche e nuove parole
Così la cicala si mise a cantare...

A te che ballavi in un campo di grano
canto parole scritte nel cuore
per ricordarti l’uomo che eri,
l’uomo che dorme dentro di te. (3v.)

A te che oggi non sai più ballare
dico che i campi di grano son là:
dove la gente li zappa e coltiva ...
... Dopo il lavoro vi danzerà. (3v.)

A te che corri fra tanti frastuoni
dono una spiga di grano e chissà ...
... Forse al vederla o grazie al profumo,
voglia di danza si risveglierà. (3v.)

La cicala donò il suo canto al silenzio
la formica cambiò quel silenzio in attesa
poi come se udisse una musica in cuore
nei campi di grano si mise a ballare.


il senso del lavoro:
Tutti conoscono la celebre fiaba della cicala e della formica, alla fine la povera cicala viene derisa per la sua poca lungimiranza e tutto sembrerebbe dare ragione alla formica, che invece aveva lavorato sodo e ammassato una grande quantità di provviste per l’inverno.Anni e anni dopo, un’altrettanto celebre filastrocca, dando voce al sentimento di molti, restituiva dignità alla cicala: “… che il più bel canto non vende, regala.”Non è sufficiente dire che la cicala regala il suo canto, per avere ragione essa deve cantare certamente qualcosa di importante, di vero, altrimenti il suo “regalo” non sarebbe di alcuna utilità!Così ho cercato di immaginare “il canto della cicala” e ho pensato di intenderlo come il tentativo di esprimere il desiderio profondo di senso che ciascuno di noi ha nel cuore,un desiderio di verità, di pace, d’infinito… di Dio.Ogni canto che esprime tutto questo è un “canto della cicala”,perché parla al cuore e se il cuore è disposto ad ascoltare allora la vita può assumere un nuovo significato, gli orizzonti si allargano e tutto si illumina di una luce nuova, che infonde ed effonde gioia e calore.Questa raccolta di canti vuole dar voce alla cicala, ascoltiamo quello che ha da dirci… e forse nel nostro cuore sentiremo muoversi qualcosa.

 I musicisti:

-Giancarlo Airaghi: voce - chitarra acustica
-Rino Carbone: programmazione – tastiere - cori
-Shaila Cavatorti: violini - viole
-Pier Didoni: basso elettrico – contrabbasso – mandolino – armonica - cori 
-Claudio Frigerio: violoncelli
-Davide Ragazzoni: batteria - percussioni
-Andrea Stelluti: chitarra acustica - chitarre elettriche
-Coro Bandeko: cori
Kellie C. Turner, Shantena J. Fleming,
-Richard T. Tipton of “The Harlem Messengers”: cori
-Gianpietro Marazza: fisarmonica
-Stefano Covri: chitarre acustiche 
-Renato Carminati: flauto traverso