Pane e rose - Du pain et des roses


IL LADRO (Testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
E quando viene buio
arriva il ladro.
Furtivo nella notte
arriva il ladro
Entra nella finestra
la luce della luna.
Io sto disteso qui
addormentato.
E quando viene buio
arriva il ladro.
Nell’ombra si nasconde
arriva il ladro.
Guarda dalla finestra
la luce della luna
Resto disteso qui
Addormentato.
Forse lo sto sognando
che qui c’è il ladro.
Nell’ombra si nasconde,
respira piano.
Nell’alba poi scolora
la luce della luna.
Resto disteso qui
addormentato.
 
 
g
 
 
MADAME (Testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
Legge nella tua mano,
non ha bisogno di guardarti in volto.
Lei vede nella tua mano
quello che tu non vorresti sapere…
Lei ti può dire d’amore,
dirti del denaro e d’altro.
Leggi la mia mano, signora
leggi la mia mano.
C’è un uomo alla tua porta
nell’ombra tu non distingui il suo volto.
Nasconde nella mano
quello che tu non vorresti sapere…
Vuole da te il tuo amore,
vuole il tuo denaro ed altro.
Signora, non sai vedere
il male che ti verrà da quell’uomo.
Lui ora ti dorme accanto,
tiene il tuo destino nella sua mano…
Si prenderà il tuo amore,
ruberà il tuo denaro ed altro.
Signora, non sai vedere
la strada che prenderà quell’uomo.
Davanti alla tua porta
solo una lunga via polverosa…
Tu che sai dire d’amore
dire del denaro e d’altro.
Leggi la mia mano, signora
leggi la mia mano.
 
 
 
SEÑORA (Adapt. Carlos Toro)
 
Ella mira tu mano.
No necesita contemplar tus ojos
Ella descubre en tu mano
Cosas que tú no quisieras saber.
Puede leer tus amores
Y también tu vida y milagros.
Léame la mano, señora
Léame la mano.
Un hombre llama a su puerta.
La oscuridad no desvela su cara.
Esconde en su mano
Cosas que usted no quisiera saber.
Quiete de usted sus amores
Y también su vida y milagros.
Léame la mano, señora
Léame la mano.
Usted no sabe, señora.
No sabe ver el dolor que la espera.
El hombre duerme a su lado.
En su mano tiene su alma entera.
Le robará sus amores
Y también su vida y milagros
Léame la mano, señora
Léame la mano.
Usted no sabe, señora.
Qué dirección tomará ese ombre
Dolandte de su puerta,
por una larga calle polvorienta.
Usted que lee los amores
Y también la vida y milagros.
Léame la mano, señora
Léame la mano.
 
 
g
 
BELLA FACCIA (Testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
Ora taci ed ascolta,
non discutere più, non parlare.
Avvicinati un po’
lascia il tempo anche a me di parlare.
Ti prometto che un giorno
io e te vivremo i riva al mare.
Quando poi farà freddo
chiuderemo la porta e resteremo soli.
Dormiremo al sole,
mangeremo ogni giorno pane e sale,
giocheremo a carte,
come al solito tu cercherai di litigare.
Aspetteremo che spiova
per ascoltare il mare respirare.
Non saremo mai vecchi,
ti proteggerò dal dolore e dalla noia.
Al mattino riderai
con la tua bella faccia,
e io ti ringrazierò
per quella bella faccia.
Resteremo seduti
a guardare la sera, senza parlare.
Non saremo mai vecchi,
ti proteggerò dal dolore e dalla noia.
 
 
g
 
 
UOMINI DI PASSAGGIO (testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
Quelli che sorridono
agli angoli delle strade
ci guardano, e all’improvviso
inquieti si nascondono.
Uomini sconosciuti,
non sono stati mai bambini.
Fumano minacciosi
e non badano alla notte
quelli che capiscono
le canzoni d’amore.
Quelli che si aggirano
vagabondando per la città.
Quelli che sprecano giorni,
uomini di passaggio…
………………………………….
………………………………….
Uomini sconosciuti,
non badano alle nuvole
quelli che capiscono
le canzoni d’amore.
 
 
g
 
 
BALLERINA (Testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
Dimmi, dimmi ballerina
che canzone puoi cantare ora
ora che l’inverno inevitabilmente arriva…
Dimmi, dimmi ballerina
che canzone puoi cantare ora.
che sei così lontana da casa…
Dimmi, dimmi ballerina
che canzone puoi cantare ora
che la malinconia ti prende alla gola…
Dimmi, dimmi ballerina
che canzone puoi cantare ora
che hai perso l’ultimo treno della sera…
Balli vestita di nero
come una falena prigioniera.
Canti canzoni d’amore,
di sangue, di pianto…
Canzoni che io non conosco…
 
 
g
 
 
AMAZZONIA (Teso di Luisa Zappa Branduardi)
 
E’ finita la frutta,
solo polvere per noi.
E’ finita la frutta,
solo cenere negli occhi.
Quello che ora noi mangiamo
non è mandarino,
non è mango,
non è papaia
non è melone giallo.
Sono finiti gli alberi,
solo polvere per noi.
Solo cenere in bocca.
Son finiti i gelsomini.
Sono finiti gli uccelli,
solo polvere per noi.
Solo cenere in bocca.
Son finiti gli animali.
E’ finito anche il vento,
solo polvere per noi.
Solo cenere in bocca.
Qui è finita anche la pioggia.
 
 
g
 
 
IL BAMBINO DEI TOPI (Testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
Parliamo ancora di lui,
sottovoce, quando viene sera,
seduti vicini, con un po’ di paura.
Di quando ci rincorreva
ridendo in quel modo strano,
e poi si nascondeva
a spiarci da lontano.
Viveva là sulla collina.
Passava le sue giornate
a guardare i passeri volare.
Giocava con i topi, ma con noi non parlava.
Noi lo tormentavamo,
cercando di farlo piangere,
ma lui non ci badava e se ne andava.
Suo padre non lo amava,
ogni giorno lo picchiava,
non poteva sopportare quei suoi occhi strani.
Sua madre lo consolava,
lui se ne andava sotto la pioggia
a piedi nudi, camminava adagio.
Sono così lontane
le cose accadute allora,
ma qualche volta di lui noi parliamo ancora.
Nelle sere d’estate
quando qui ci si annoia
seduti vicini lasciando che il tempo passi.
 
 
g
 
 
IL TEMPO DI PARTIRE (testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
Quando il tempo verrà di partire
io ti accompagnerò.
Ritorneremo insieme
là dove un giorno hai perso il tuo cane.
Con te seguirò le sue tracce
lungo quel sentiero
che temevi già da bambino,
ed insieme avremo paura.
Quando il tempo verrà di partire
io ti accompagnerò.
Come amici noi parleremo
camminando uno accanto all’altro.
Non sarà più il tempo delle parole;
in silenzio noi entreremo
nel territorio sconosciuto
là dove i padri perdono i figli.
 
 
g
 
 
IL GRIDO (Testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
Corre il mio grido verso la collina,
cresce il mio grido, corre lungo il fiume
come una piuma leggera e colorata.
Io sono il grido ed ora griderò
Dov’è la donna che mi ha fatto male?
Dove si è nascosta?
Dite a quell’uomo che per lui non c’è salvezza,
il suo rasoio l’ha rasato male;
cresce il mio grido, corre con il vento.
Io sono il grido ed ora griderò.
Chi mi sorride è il traditore,
pronto a farmi a pezzi.
Corre il mio grido verso la collina,
cresce il mio grido, corre con il vento.,
come una serpe nera e velenosa.
Io sono il grido ed ora griderò,
e la mia rabbia passerà
oltre la sua porta.
Come una freccia è la mia vendetta,
corre veloce, agile e precisa.
Come il tuono cresce il mio rumore.
Io sono il grido ed ora griderò.
e la mia rabbia passerà
oltre la sua porta.
 
 
g
 
 
AI CONFINI DELL’ASIA (Testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
Indistinti nella nebbia partono i treni,
lentamente noi ci addormenteremo
e nella notte viaggeremo
verso i confini dell’Asia.
Arriveremo in Asia.
Completamente soli ci allontaneremo
attraversando pianure bianche di gelo,
e nella notte viaggeremo
Fino ai confini dell’Asia.
Arriveremo in Asia.
Abbandoniamo questa città,
dove la gente è sola,
e per le strade non si guarda
In silenzio a malapena si sfiora…
Andiamo via…
Indistinti nella nebbia partono i treni
Lentamente noi ci allontaneremo
e nella notte viaggeremo
verso i confini dell’Asia.
Arriveremo in Asia.
Abbandoniamo questa città,
dove a fatica si respira,
ed al crepuscolo la gente
si affaccia pallida ai balconi
Andiamo via…
 
 
g
 
 
FESTA (Testo di Luisa Zappa Branduardi)
 
E ora lenti si alzano i vecchi;
anche i vecchi hanno preso a ballare,
e il dolore è soltanto una favola,
ora lenti si alzano i vecchi.
Ballano piene di luna
le ragazze dai piedi sottili;
ballano dondolando le spalle,
ballano dondolando i fianchi.
Le ragazze dal viso pallido,
regine senza scarpe
Ballano leggere come l’acqua,
ballano leggere come l’acqua.
 
 

 
 

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