Giovedì 28 giugno 2007, ore 21.20
ANGELO BRANDUARDI e ALDO NOVE

BRANDUARDIANS O PAPA-BOYS?

Di Carlo Grimoldi

Sembrava che aspettassero me. Mancavo solo io.  Che bello, era strapieno!
Il giardino è gradevole: c’è abbastanza verde per essere un bosco in centro città.
Ci sono due palme, una sinistra e una destra, come quelle delle mani…Va beh!
In compenso i rumori della giungla d’asfalto giungono nitidi e distinti da dietro il portone, dalla metropoli. Si sentono bene i ruggiti dei fuoristrada, il latrato lontano dei motorini truccati; non ancora ma non tarderà, il trillo dei “grilli” cellulari.

 


Indovina chi presenta?
C’ho messo un po’ a ricordare: “Il Grande Talk” poi “Tvtalk”. Massimo Bernardini conduttore di un “programma sui programmi televisivi” che mi ha fatto scoprire e apprezzare mia moglie. Una trasmissione molto interessante e intelligente del sabato mattina tra le poche guardabili che offre oggi il panorama nazionale.


Fin dai primi anni la musica di Branduardi è stata aerea, sospesa, leggera, dando di lui un’immagine spensierata, eterea. Se non era misticismo cos’era?

Era incantesimo, in-canto, in canto…
Quasi sempre il musicista e l’uomo non coincidono: l’Arte cerca il contrario.
L’Arte, nel momento in cui si manifesta è sospensione dalla vita, è inconsapevolezza e in quell’ istante o periodo cerca sempre ciò che l’artista non ha ma che desidera così che chiudendo gli occhi (per vedere meglio) vede cose mai viste.
Suonando, il musicista accompagna l’uomo altrove a vedere altro così che la stessa musica non evoca mai le medesime immagini e l’esecuzione restituisce all’esecutore lo stesso suono di prima, rinnovato.
Ecco come un uomo pur concreto e sanguigno può vivere una trascendenza che lo porta a sentirsi e a dare l’impressione di sollevarsi da terra e suonare per aria (smettendo per il tempo di un concerto di essere un grave che viene attratto verso il centro della terra).


Doversi documentare su testi sacri e su uomini santi per restituire in musica le conoscenze così acquisite può fare di un musicista un uomo meno terreno e più spirituale?

Un uomo è già metà terreno e metà spirituale, metà buio e metà luce, metà lupo e metà agnello.
Approfondire le conoscenze di ciascuna materia non fa altro che aumentarne il coinvolgimento e maturare l’individuo.
L’utilizzo della musica, strumento principe che avvicina al misticismo, concilia spirito e materia e trasporta l’essere umano oltre questa differenza, questa dissonanza, questo distacco. Accompagna l’uomo nel depensiero, dove la Fede è davvero cieca (come il vero Amore) e la separazione tra corpo e anima non è più un problema.


Saranno meglio i Branduardians o i Papa-boys?
Sarà demodée o anacronistico, fuori moda o convintamente anti-moderno, chi scrive o suona la vita dei Santi o della Madonna?
Sarà meglio suonare il grandioso “infinitamente piccolo” messaggio di San Francesco al Festival dell’Unità davanti ad un uditorio attento e partecipe o ad un grande consesso Cattolico tra il tifo da stadio dei CiEllini ubriachi?

Meglio la devozione popolare come quella della nonna di Aldo Nove che alla lunga ha prodotto un omaggio a Maria così semplice ma così bello anche da uno scrittore tanto “cannibale” come lui, che oltre tutto il bene che questo libro può ispirare ha fatto il coraggioso passo di cambiare registro ancora una volta spiazzando quella parte di critica che non lo vuole accettare.
Meglio anche chi, pur cambiando, coltiva il culto della tradizione, il culto del passato, il culto delle origini senza cadere in un facile devozionalismo o in una comoda euforia mariana.
Perché il popolo di Dio vede prima dei suoi Ministri e un menestrello del rock può fare per la Chiesa e per i Cristiani molto di più di tanti prelati senza stimoli e senza comunicativa.


La parolaccia. È volgarità sempre e quindi da rifuggire o quando ci vuole ci vuole?

Ad un musicista come Branduardi che da sempre ha avuto a che fare con la poesia e che l’ha messa in musica, che da sempre ha avuto a che fare con i poeti e con le loro parole, dal primo poeta in lingua italiana a uno dei comici contemporanei, dalla moglie Luisa all’ anonimo pellerossa, ascoltando questa lode a Maria in bilico tra il rosario e la filastrocca, tra la cantilena e la preghiera, non è venuta voglia di musicare il libro di Aldo Nove?

Ci affidiamo al moderatore della serata nella Biblioteca in Giardino che ci ha già fatto la cortesia di leggere le nostre prime domande in pubblico e magari Bernardini si farà messaggero presso Branduardi così che in seguito, forse sapremo le nuove risposte.

Carlo Grimoldi


Milano 28 giugno – Muggiò 3 luglio 2007

 

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